Sezioni

“Farnese Segreto”, arriva al bookshop riallestito la nuova guida

Foto e approfondimenti, 120 pagine per scoprire gli spazi sinora inaccessibili di Palazzo Farnese, da circa un mese fruibili dal pubblico per la prima volta .

Le linee armoniose delle volte affrescate, la suggestione del panorama che abbraccia – allungando lo sguardo sino al corso del Po – tetti e campanili, l'iconica spirale della scala a chiocciola, il pregio di un patrimonio artistico che rivive nelle foto ad altissima risoluzione di Marco Stucchi e Mauro Del Papa. C'è tutto questo e molto di più, nelle 120 pagine della guida “Farnese Segreto” dedicata all'omonima mostra esperienziale e disponibile, da oggi, al bookshop della mole vignolesca.

Un volume che accompagna l'itinerario alla scoperta degli spazi sinora inaccessibili di Palazzo Farnese, da circa un mese fruibili dal pubblico per la prima volta consentendo, a tutti coloro che desiderano scoprire in vesta inedita un simbolo tra i più importanti di Piacenza, di apprezzarne appieno il fascino e la storia. L'altissima affluenza registrata in queste settimane, che ha portato a triplicare le visite guidate per ogni turno, conferma il grande interesse suscitato dall'iniziativa, che ora può contare su un ulteriore, prezioso strumento a supporto, arricchito dai contributi di Anna Coccioli Mastroviti e Anna Riva.

La dottoressa Coccioli Mastroviti, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza, approfondisce in un saggio inedito i maestosi cicli pittorici di Giovan Battista Caccioli e Andrea Seghizzi che adornano l'Appartamento dorato (l'attuale Pinacoteca), nonché la bellezza da sempre celata dell'alcova che intreccia la maestria di Sebastiano Galeotti e le quadrature di Francesco Natali, mentre la dott.ssa Riva, direttore dell'Archivio di Stato, ripercorre la storia dell'istituzione che ha sede all'ultimo piano del Palazzo, parte integrante del percorso di “Farnese Segreto”. Grande spazio è riservato alla vita e alle opere dell'artista fiammingo Robert De Longe, ai sette ovali che ne portano la firma – donati nel 1961 da Carlo Anguissola e custoditi, lungo gli anni, in deposito, sino all'eposizione in occasione della mostra – e al suo rapporto con la pittura cinquecentesca.